Reddito di cittadinanza 2020 – Requisiti, ISEE, sospensione, novità aprile

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Che cos’è?

Il Reddito di Cittadinanza (RdC) è una misura di politica attiva del lavoro e sostegno economico rivolto alle famiglie con un ISEE inferiore alla soglia di povertà e in possesso di determinati requisiti.

L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) è un indicatore che serve a valutare e confrontare la situazione economica delle famiglie. L’ISEE è utilizzato dagli utenti che fanno richiesta di prestazioni sociali agevolate, ovvero di tutte le prestazioni o servizi sociali o assistenziali la cui erogazione dipende dalla situazione economica del nucleo familiare del richiedente, ossia basata sulla cosiddetta prova dei mezzi. Viene calcolato dall’INPS (Istituto nazionale della previdenza sociale) previa richiesta dell’utente.

Il RdC ha come obiettivo il reinserimento nel mondo del lavoro. Quindi, i beneficiari devono sottoscrivere un Patto per il lavoro o un Patto per l’inclusione sociale. Inoltre, il cittadino dovrà accettare almeno una delle tre offerte di lavoro che gli verranno presentate, altrimenti perderà il diritto alla prestazione.

Se il nucleo familiare è composto esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni, il beneficio prende il nome di Pensione di cittadinanza. Può essere concesso anche nei casi in cui il beneficiario conviva esclusivamente con una o più persone di età inferiore in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.

Agiornamento Covid-19 e pagamenti Aprile 2020

Con l’articolo 34 del DL. 17 marzo 2020, n. 18 (Cura Italia), il governo ha stabilito che: “In considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno 2020 il decorso dei termini di decadenza relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’INPS e dall’INAIL è sospeso di diritto.”

Ma come influisce questa cosa sul Reddito di Cittadinanza?
Bene, di seguito all’art. 34, l’INPS ha emanato il messagio n. 1.608 del 14 aprile 2020 con cui sospende l’obbligo di dichiarazione tempestiva in caso di:

  • variazione del nucleo familiare rispetto a quanto dichiarato nella dichiarazione ISEE;
  • variazione dell’attività lavorativa, il cui obbligo di comunicazione è da intendersi sospeso dal 23 febbraio 2020;
  • variazioni nel patrimonio immobiliare o dei beni durevoli.

Inoltre, sempre stabili nel DL. Cura Italia sono da considerarsi sospesi per due mesi:

  • i colloqui di lavoro;
  • le offerte di lavoro da accettare obbligatoriamente;
  • le prestazioni di lavoro presso le amministrazioni pubbliche

Ci sono, poi, importanti novità circa il pagamento di aprile 2020. Infatti, la prestazione verrà pagata a partire dal 23 aprile 2020 e non il 27, come al solito. Per verificare lo stato di pagamento, bisogna accedere all’apposita sezione presente sul sito dell’INPS.

Questo, vale però per gli attuali ricettori del reddito. Differentemente, chi ha presentato una nuova domanda entro il 30 aprile 2020 riceverà la card del RdC entro il 15 maggio 2020 con già accreditata la prima mensilità.

Aggiornamento per il 2020: sospensione e nuovo ISEE, cosa cambia?

Il redditto di cittadinanza è stato confermato anche per il 2020, però, con importanti novità.

Sebbene la prestazione manterrà i requisiti e i valori limiti del 2019, per chi ha già ottenuto il bonus, l’erogazione sarà sospesa e continuerà solamente a seguito della presentazione di un nuovo ISEE aggiornato al 1 gennaio 2020 che confermi il possesso dei requisiti.
Infatti, com’è noto, la validità del modello ISEE è cambiata: sia quelli rilasciati nel mese di gennaio che ad agosto, sono in scadenza il 31 dicembre del 2019 e, quindi, la nuova data di presentazione parte dal 1° gennaio del 2020. Una volta dimostrato di essere ancora in una posizione economica di svantaggio tale da necessitare del sostegno economico, il RdC verrà erogato nuovamente. La modifica è stata confermata dall’INPS con una nota il 23 Settembre 2019.

Inoltre, ci sono anche altri rumors circa possibile aggiornamenti della prestazione da aspettarsi nel 2020, ma per il momento sono solo voci di corridoio. Vediamo quali sono:

  • sospensione temporanea del sussidio qualora vi fosse l’instaurazione di contratti a breve termine per un massimo di tre mesi. Questo sia come incentivo ad accettare il lavoro, sia per evitare che un miglioramento temporaneo della condizione reddituale faccia perdere il diritto al RdC;
  • sanzioni più severe per chi non si presenta alle iniziative di orientamento e ai progetti indicati dai centri per l’impiego e navigator;
  • aumento del limite ISEE da 9.360 euro a 10.800 euro.

Quali sono i requisiti del Reddito di Cittadinanza?

Il Reddito di Cittadinanza viene erogato ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, di requisiti di cittadinanza, residenza o soggiorno e requisiti economici. Inoltre, esistono dei casi di esclusione diretta.

Requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno

Il richiedente deve essere cittadino maggiorenne in una delle seguenti condizioni:

  • italiano o dell’Unione Europea;
  • cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o apolide in possesso di analogo permesso;
  • cittadino di Paesi terzi familiare di cittadino italiano o comunitario titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • titolare di protezione internazionale.

È, inoltre, necessario essere residente in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

Requisiti economici

Il nucleo familiare deve essere in possesso di:

  • un valore ISEE inferiore a 9.360 euro (in presenza di minorenni, si considera l’ISEE per prestazioni rivolte ai minorenni);
  • un valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità e euro 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza);
  • un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza. Tale soglia è aumentata a 7.560 euro ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza. Se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a 9.360 euro.

Motivi di esclusione

Non hanno diritto al reddito di cittadinanza:

  • i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di auto o moto immatricolati nei 6 mesi precedenti alla richiesta dell’Rdc, nonché di auto di cilindrata superiore ai 1.600 cc e moto di cilindrata superiore ai 250 cc immatricolati negli ultimi 2 anni;
  • i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di navi e imbarcazioni da diporto;
  • il richiedente sottoposto a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo, nonché condannato in via definitiva, nei dieci anni precedenti la richiesta, per i delitti previsti dagli articoli 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter, 422 e 640-bis del codice penale, per i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo.
  • il richiedente che si è dimesso dal lavoro senza una giusta causa. Se si decide di interrompere un rapporto di lavoro, non si può beneficiare del sostegno economico per un anno. Ma il divieto si applica solo al singolo individuo e non più a tutto il nucleo familiare, come previsto in principio.
Sono motivi di dimissione per giusta causa: il ritardato pagamento della retribuzione, l’omesso versamento dei contributi, le molestie sessuali, il mobbing, il trasferimento di lavoro immotivato, la pretesa del datore affinché il dipendente compia atti o condotte illecite, le ingiurie del superiore gerarchico, le modificazioni particolarmente peggiorative delle mansioni, al di fuori dei casi di demansionamento consentiti dalla legge.

Compatibilità

L’ RdC è compatibile con il godimento di:

  • NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego): una indennità mensile di disoccupazione che spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente l’occupazione;
  • DIS-COLL (indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata): un contributo mensile che spetta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio che hanno perso involontariamente l’occupazione e che sono iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata presso l’INPS;
  • altro strumento di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria.

A quanto ammonta?

Il beneficio economico del RdC si compone di due parti:

  • Una integrazione al reddito familiare fino alla soglia di 6.000 euro (7.560 euro per la Pensione di cittadinanza) moltiplicati per la scala di equivalenza;
  • Solo per chi è in affitto, un incremento annuo pari al canone di locazione fino ad un massimo di 3.360 euro (1.800 euro per la Pensione di cittadinanza);
  • Una integrazione per famiglie proprietarie della casa di abitazione, laddove sia stato acceso un mutuo: in questo caso l’integrazione, pari al massimo alla rata del mutuo, non può superare 1.800 euro.
La scala di equivalenza è pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare ed è incrementata di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di anni 18 e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1, elevato a 2,2 in presenza di componenti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza. La scala di equivalenza non tiene conto dei componenti in una delle seguenti condizioni:

  • disoccupati a seguito di dimissioni volontarie avvenute nei dodici mesi precedenti, fatte salve le dimissioni per giusta causa;
  • in stato detentivo o ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra P.A.;
  • sottoposti a misura cautelare personale, nonché a condanna definitiva intervenuta nei 10 anni precedenti la richiesta per i delitti previsti dagli artt. 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter, 422 e 640 bis del codice penale.

Dunque, il valore complessivo è dato dalla somma di queste componenti. Non può comunque superare i 9.360 euro annui (780 euro mensili), moltiplicati per la scala di equivalenza e ridotti per il valore del reddito familiare.

Scala di equivalenza

Ecco una tabella riassuntiva dei limiti massimi per l’integrazione del reddito familiare, senza contare le possibili integrazioni per affitto o mutuo. La scala di equivalenza va ad aumentare per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo fino ad un massimo di 2,2:

Composizione nucleo familiareScala di equivalenzaBeneficio massimo annuale
1 adulto16.000,00 €
1 adulto e 1 minore1,27.200,00 €
2 adulti1,48.400,00 €
2 adulti e 1 minore1,69.600,00 €
2 adulti e 2 minore1,810.800,00 €
2 adulti e 3 minore212.000,00 €
3 adulti e 2 minore2,112.600,00 €
4 adulti2,112.600,00 €
4 adulti (o 3 adulti e 2 minori) tra cui una persona in condizione di disabilità grave o non autosufficiente2,213.200,00 €

Come si riceve?

Il beneficio viene erogato attraverso un’apposita Carta di pagamento elettronica (Carta Reddito di Cittadinanza) che, attualmente, viene emessa da Poste Italiane.

La Carta consente di:

  • effettuare prelievi di contante entro un limite mensile di 100 euro per i nuclei familiari composti da un singolo individuo (incrementato in base al numero di componenti il nucleo);
  • effettuare un bonifico mensile SEPA/Postagiro in Ufficio Postale per pagare la rata dell’affitto, in favore del locatore indicato nel contratto di locazione, o la rata del mutuo all’intermediario che ha concesso il mutuo;
  • pagare tutte le utenze domestiche ed altri servizi quali, a titolo esemplificativo, le mense scolastiche, presso gli Uffici Postali (con bollettini o MAV postali) e presso tutti gli esercizi commerciali abilitati (tabaccai, i supermercati, bar, ecc.);
  • l’acquisto di ogni genere di beni di consumo e servizi ad eccezione di alcune specifiche categorie, come ad esempio i giochi che prevedono vincite in denaro.

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Riferimenti normativi

Disciplinato dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito in legge 28 marzo 2019, n. 26 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

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Fabrizio Pinci

Appassionato di innovazione e business. Laureato in Marketing Management alla University of Groningen. Ho un forte interesse per l'arte e le scienze.

Fin da bambino ho sempre desiderato viaggiare, conoscere e incontrare nuove culture. Ho studiato nei Paesi Bassi e girato l'Europa in treno quando avevo solo 19 anni. Questo ha stimolato ancora di più la mia curiosità e la sete di conoscenza.

Ho co-fondato con diversi amici MOOB Magazine, un editoriale pura espressione della voce dei millennial: dalla moda al business, dalla musica al cinema. Inoltre, ho lavorato in product marketing e comunicazione per la multinazionale Boston Scientific.

2 pareri su “Reddito di cittadinanza 2020 – Requisiti, ISEE, sospensione, novità aprile

  1. Come posso fare il domanda di reddito di cittadinanza sono senza permesso di soggiorno, però o partorito tre figli in Italia, due sono stati andati a adduzione, e uno è con me in una comunità mamma e bambini, solo voglio sapere come posso fare il domanda di reddito di cittadinanza or un aiuto famiglia, io sono senza permesso di soggiorno, però celo il codice fiscale. Come posso fare il domanda, per favore se voi potete aiutarmi cosa devo fare vi grazie.
    Io mi chiamo Dragana

    1. Gentile Dragana,
      il nostro supporto clienti le ha scritto per le informazioni richieste.
      Cordiali saluti,
      Giovanni

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